Allora avete ragione voi – L’Enigma del Cornetto Enigma

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Ho comprato un gelato, ho mangiato un gelato. Per la precisione ho comprato un Cornetto Algida e, siccome era da più di un anno che non ne compravo uno, ho visto che ora ci sono tutta una serie di gusti nuovi. Ho quindi comprato un Cornetto Algida ultimo modello, gusto pistacchio (avete visto quanto è di moda il pistacchio ultimamente? C’è anche il Magnum al pistaccio, e ovunque vedo cioccolata al pistacchio, merendine al pistacchio, dentifrici al pistacchio, pistacchi al pistacchio…ne sono felice: io amo il pistacchio).

Il Cornetto Algida al pistacchio sa più di mandorla che di pistacchio, non si sa perché, un equivoco organolettico che il cornetto al pistacchio condivide con il suo collega Magnum al pistacchio, entrambi colorati di verde (ho letto gli ingredienti, non si capisce se c’è la mandorla, ma il colore verde di entrambi è ottenuto aggiungendo all’impasto polvere di spinaci. Ci guadagniamo anche in salute: il nostro peccaminoso Magnum è praticamente un passato di verdura su stecco, cioccolato fuori-minestrone dentro.)
Ma non è tanto il sapore ad aver cagionato la mia perplessità, dal momento che la mandorla non è pistacchio, certo, ma la mandorla è senz’altro buona e la degustazione del suddetto cono è stata comunque nel complesso un’esperienza piacevole, no, la mia perplessità è scaturita dall’apprendere il nome del gelato.
Si chiama “Cornetto Enigma” il Cornetto Algida gusto pistacchio che sa invece di mandorla e contiene minestrone.

Enigma. Una parola così evocativa. Fa pensare alla sfinge, ai dispacci criptati della Luftwaffe, a Mata Hari, al mistero, all’arcano, a John Le Carré, ai tarocchi, ad una serie infinita di entità sfuggenti, inconoscibili…fa pensare a tutto TRANNE (vedete dove sto andando a parare?)

Ho immaginato, é facile da immaginare, un profumo chiamato Enigma, forse persino un’automobile chiamata Enigma, e certo ci saranno già molte cose chiamate Enigma – film, telefilm, videogiochi, giochi da tavola, bottiglie di Vodka.

Quello che proprio non riesco a immaginare è un cono gelato di fattura industriale che si chiami Enigma. Pensarci, mentre sorbivo detto cono, e osservavo nel posacenere sul tavolo di fronte a me i brandelli di carta impiastricciata che lo avvolgevano e il disco di cartoncino che ne recava il nome, mi ha causato una sorta di vertigine, di spaesamento semantico.

Dove arriveremo di questo passo, gentili creativi del dipartimento di ricerca e sviluppo della Algida Srl? Perché una volta che chiamate un cono gelato Enigma, poi non si può più tornare indietro, è un continuo gioco al rialzo, non è che l’anno prossimo potete mettere in vendita un nuovo cornetto, chessò, ai fiori di zagara, e chiamarlo “cornetto delizia”. Ne soffre la coerenza del brand, la mission, lo story telling, magari pure la governance (dico parole a caso, il gergo aziendale è il più fitto dei misteri, un’enigma, questo sì).

Dove si andrà imboccata questa china di parole evocative enunciate a sproposito? Dobbiamo attenderci un Cornetto Pietra Filosofale? Un Magnum Golem? Un Magnum Opus?
Oppure con il nome Enigma volevate solo alludere alla natura misteriosa di un cornetto al pistacchio che sa di mandorla e contiene minestrone. E che vi devo dire, allora avete ragione voi.

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2 Comments

  1. Un gelato che si chiama Enigma, che dovrebbe sapere di pistacchio ma sa di mandorla e poi contiene minestrone spinacioso… Come potrebbe chiamarsi, se non Enigma??! 🙂
    Ecco svelato l’arcano ( o l’enigma…)!!
    Brava Flavia, sempre pungente e spassosa. Un abbraccio.

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