Doppelgängermotiv una mattina al bar

caffe (1)

Al bar Rosati la felicità è color vaniglia. Come le tovaglie e i tovaglioli, le ceramiche e i posacenere, come i cuscini su ciascuna seggiola, come le casacche dei camerieri crivellate di bottoni dorati. Infine, come la tenda parasole sotto la quale siamo seduti, l’omologo speculare di quell’altra tenda laggiù, tesa da un palazzo identico a questo per fare ombra a coloro che hanno scelto invece il bar Canova.

Piazza del Popolo si è data la prassi del doppio a cominciare dalla planimetria. Chiese gemelle a ridosso degli archi – e sì, una in realtà è una caserma dei carabinieri in incognito ma le apparenze son fatte salve – due tonde parentesi ad abbracciare la piazza, gemelle come le altre due chiese dalle quali si apre come un ventaglio il tridente.

 In conformità a questa mitosi architettonica stanno, l’un contro l’altro armati, il bar Rosati e il bar Canova inondati di sole. Il Canova ha le tovaglie bianche e i serif ad anticarne l’insegna, a questa Rosati risponde con i caratteri sbarazzini di un impudente Art Nouveau.

 Se ti siedi al bar Rosati – ma potrebbe accadere anche al bar Canova, è chiaro – intanto due caffè li paghi undici euro e settanta, se mi si passa la divagazione. Se ti siedi al bar Rosati vedi che intorno a te ci sono sempre lo stesso tipo di persone: i turisti di mezz’età che consultano mappe e reggono macchine fotografiche con giganteschi obbiettivi, le coppie romane di mezz’età che ti porto in centro a fa’ la signora e i poveri ma belli, quelli che prendono solo un caffè, quelli che conoscono le virtù rigeneranti della piccola e insensata stravaganza occasionale.

 Ma la cosa importante è questa: se ti siedi al bar Rosati, ma anche al bar Canova, prima o poi ti assale il dubbio che anche tu come le chiese e i bar, come i palazzi e le sfingi, anche tu abbia un tuo doppio e che questo sia seduto al bar di fronte, occupato a chiedersi più o meno la stessa cosa.

Allora scruti la piazza, verso quei tavolini identici non fosse che per le tovaglie bianche, strizzi gli occhi e cerchi te stesso immaginandoti che magari, invisibile dietro al via vai di taxi, coppie a passeggio, quadricicli a nolo e liceali in sosta, anche lui sta cercando te.

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