Ho visto il Mago di Oz – l’ho visto due volte

roma_piazza_san_pietro_nuovo_papa_getty_05

Sostenuta non dallo spirito santo ma solo dalla voglia di denaro – ero insomma lì per lavoro e non per fede, ho passato tutta la giornata di ieri a piazza San Pietro ad attendere fumate, a mollo sotto la pioggia insieme a fedeli raggianti arrivati un po’ da tutto il mondo.

Certo, pensavo, questa magia è fatta con poco: un intuito sapiente nell’amministrare e somministrare la mistica dell’attesa. Ore spese a guardare un comignolo, cinquanta minuti ad attendere il movimento di una tenda su un balcone, infine, dopo un’ulteriore attesa, l’apparizione del supremo reggitore delle cose divine. A contorno, un rituale complesso, fatto in egual misura di gesti inscritti nella tradizione e un’attenzione smagata alle moderne strategie di comunicazione. Infine, luci, abiti cerimoniali, possenti architetture, stendardi, drappelli militari in impettito quadrato, elmi scintillanti.

Questa magia è fatta con poco ma è talmente efficace che nel giro di dieci minuti l’umore della piazza è cambiato, dal “Bergo chi??” che rimbalzava in tutte le lingue conosciute da un braccio all’altro della piazza ovale, per arrivare al giubilo, così, sulla fiducia: perché si chiama Francesco, dicevano gli spirituali, perché è argentino, dicevano i latinoamericani, perché la famiglia è di Asti, dicevano gli italiani, perché sono due giorni che stiamo qui sotto l’acqua, dico io.

 Insomma, per tutto il giorno sono stata a guardare le macchine di scena che infallibilmente trasformano un uomo qualsiasi in colui che per oltre un miliardo di fedeli del mondo è il Sommo Pontefice, il vicario di Gesù Cristo. Poi, per pura combinazione sono andata al Cinema Adriano a vedere il prequel disneyano diretto da Sam Raimi, quello in cui un illusionista itinerante del Kansas diventa Il Grande e Potente Oz.

E che vi devo dire? È lo stesso film.

Per tutto il giorno, e poi la sera, ho guardato lo stesso film.

Advertisements

5 Comments

  1. Interpretazione interessante! Una specie di Aspettando Godot, due atti praticamente identici ed una figura fantomatica che mai arriva…
    Chiaro che siamo dei senzadio

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s