Satellite of Love – Un post fatto di inutili distinguo*





– Non ti sembra che le persone facciano troppi inutili distinguo?

– Inutili dici? Ma chi?

– Dai, quelli che devono sempre dirti che gli piace la montagna e non il mare, i cani ma non i gatti. Quelli che dicono che mangiano tutto…tranne gli alimenti col glutine, col glutammato monosodico, tranne le frattaglie, il pesce, gli insaccati. Quelli che dicono che mangiano di tutto ma solo se cotto al vapore per dodici ore su un letto di germogli alfa-alfa. Ecco, quelli. 

– Ma che gente frequenti?? Però, insomma, ciascun particolare distinguo appare sempre inutile a chi non si sognerebbe mai di farlo, mentre a colui che lo fa, per il solo fatto che gli viene di farlo, esso appare un dirimente imprescindibile.

– Ecco, ne hai appena fatto uno. E adoperando una circonlocuzione più ermetica del solito, lasciati dire.

– Cos’è che ho fatto?

– Un distinguo. Cioè hai appena distinto tra come appare il distinguo a chi lo fa e a chi non l’ha mai fatto prima.

– Allora lo vedi che non se ne esce? E poi parli te…già il fatto che tu abbia operato un distinguo tra coloro che fanno i distinguo (che non ti piacciono) e coloro che non li fanno…è un distinguo. Sei parte in causa, ammettilo.

– Aaah! Sono complice del sistema!

– E poi nella vita i distinguo vanno fatti. O meglio, non pensi che le persone che fanno i distinguo sono socialmente meno pericolose di quelle che non li fanno, quelli che per non scegliere mai vivono in un perenne disordine, in una deriva post-moderna e cultural-relativista in cui tutto si equivale, una cosa vale l’altra?

– Non so dove stai andando a parare ma ho il sospetto che non mi piacerà. Però mi permetto di dire che la pericolosità sociale dei fanatici dei distinguo ha portato a svariate guerre e a qualche pulizia etnica.

– Si, ma mi fai dei casi limite, vogliamo parlare del caos esistenziale che i propugnatori dell’indistinto portano con sé ovunque vadano? 

– Mi sa che non stiamo più parlando del tramonto dei grandi universalismi ideologici, vero?

– No, l’epoca gloriosa del distinguo ideologico è bell’e finita, lo sai anche te. Ma il virus dell’in-distinzione dall’universale passa facilmente al particolare, attacca le cellule, dallo spazio pubblico passa al privato. Ecco, nella vita privata, nel quotidiano, ci sono persone che sanno fare tanti utili distinguo tra i loro affetti. Amori, amorazzi, amicizie, amori che sono finiti e quelli che no, storie giuste e storie sbagliate. Persone che sanno discernere, e il loro amore passa da una persona all’altra, con ordine, in perfetta sequenza, come un battello tra le chiuse di un canale. 

– Ci sono queste persone o c’erano e ora non ci sono più?

– Ci sono ma sono sempre più in minoranza, soppiantati da quelli che la disciplina del distinguo non l’hanno mai imparata bene e allora, conservano, accumulano, non recidono mai i legami. E tutti questi affetti passati e presenti rimangono lì a volteggiare, come i satelliti artificiali che rimangono intrappolati nell’orbita terrestre. 

– Stai equiparando le relazioni sentimentali alla space-junk?

– E perché no? È inquinamento pure quello. E pensa a quanti problemi crea, pensa a tutte le volte che questi satelliti entrano in collisione tra loro danneggiandone magari alcuni perfettamente funzionanti. Pensa all’inevitabile frammentazione che crea a sua volta altri detriti e rinnova il rischio di ulteriori collisioni. 

– Si chiama Sindrome di Kessler. E tu la devi smettere di passare il tempo chiuso in camera tua a leggere Wikipedia.

– Non posso, non riesco ad uscire di casa per la paura che un detrito spaziale mi caschi in testa.






* A Dro, si parlava anche di questo affascinante progetto qua e siccome nel frattempo non riuscivo a togliermi dalla testa la canzone di Lou Reed ho pensato di esorcizzare il tutto scrivendo una gran minchiata. Però vi ho messo il link, così almeno vi sentite una bella canzone.
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4 Comments

  1. il post è troppo lungo e non l'ho letto, ma ho visto che sei candidata ai Macchianera Awards nella categoria miglior post e quindi sono passato per congratularmi ovviamente ti ho votata

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