Never eat more than you can lift

Reinbattendomi in amici e conoscenti in questi mesi, in Italia prima e in Inghilterra ora, sono stata spesso fatta oggetto della seguente constatazione ‘Ma sei dimagrita!’.
Chi ti dice ‘Sei dimagrita’, generalmente vuole farti un complimento, pensa che l’hai fatto apposta, hai passato mesi a contare calorie e pesare ingredienti. Questa è la Fase Uno del dimagrimento, il suo codice verde. La fase ulteriore è quella della lieve preoccupazione, essa segnala che il tuo dimagrimento non ti conferisce un aspetto più attraente bensì malaticcio (può succedere, Signore e Signori, a trentaquattro anni magrezza non è più necessariamente mezza bellezza. Più spesso essa è aria macilenta) e viene espressa in modo sottilmente diverso: ‘Ma QUANTO sei dimagrita??’
Il fatto è che sì, è successo, ma non me ne sono accorta e dal momento che le oscillazioni di peso sono per me un fatto abbastanza usuale, non gli ho dato importanza. Però ora, riflettendoci, in questo periodo di ossessione collettiva per la prova costume in cui, scavallata la Pasqua, sono tutti più o meno a dieta magari la mia esperienza può essere di ispirazione a qualcuno, vai a sapere. In questi mesi d’altronde, come ogni anno, sulla stampa e su internet è tutto un fiorire di diete improbabili talvolta di complicatissima attuazione. Adesso è il turno della Dukan, ne leggo ovunque ma non c’ho capito niente, essa sembra funzionare più o meno così: si rinuncia a carboidrati, frutta e verdura e si aspetta il sopraggiungere dello scorbuto ripetendo continuamente sottovoce il mantra ‘bresaolabresaolabresaola’ – un po’ come a teatro gli attori che devono simulare un brusio di sottofondo ripetono la parola ‘rabarbaro’.
E allora, assurdità per assurdità, a beneficio di chi vuole perdere qualche chilo, penso di poter condensare il metodo che ho adottato io in due agili programmi nutrizionali, certa che essi possano senz’altro competere con le diete propagandate dai media in fattibilità e risultati. Eccoli:
La Dieta Deadline:
Occorrente: una scadenza improrogabile; un pacco di caffè da 500gr al dì; pane in cassetta; companatico a vostra scelta; biscotti.
Considerazioni preliminari: Codesta dieta ha una fase ideativa di durata variabile e alcune settimane di svolgimento effettivo. È essenziale che prendiate l’impegno formale di conseguire qualcosa entro una data prestabilita e poi non facciate assolutamente nulla fino a che essa non è imminente. Io, per ottenere siffatti risultati ho fatto un dottorato di ricerca ma per chi non avesse tre anni da buttare nel cesso vi sono là fuori tante valide alternative.
Colazione del Mattino:
Al risveglio da sogni inquieti, alzatevi e mettete senz’altro sul fuoco la prima macchinetta di caffè della giornata. Accendete il PC e cominciate da subito a fissare lo schermo che è l’unica cosa che si frappone tra voi e l’abisso. Insieme al caffè mangiate pure tre biscotti, il vostro stomaco serrato dall’angoscia non riuscirà comunque a metabolizzare altro.
Pranzo:
Alzate gli occhi dal computer e scoprite che sono le quattro di pomeriggio e, ovviamente, non avete fatto i progressi che speravate. La macchinetta del caffè è finita per cui caricatene un’altra. A questo punto fatevi un toast (avvertenza: coloro che sono già alla terza settimana di questo regime alimentare scopriranno di non avere bisogno di tale integrazione, saltatela pure) e rimettetevi al lavoro.
Cena:
Sono le dieci di sera. Fatevi una doccia, per la miseria, e che siete dei topi di fogna? Se investiti dal getto di acqua calda cominciate a vedere degli strani luccichii e sentite che state per svenire, congratulazioni! La dieta sta funzionando a meraviglia. E possibile che a questo punto i vostri cari si stiano impietosendo al punto da essere mossi a cucinarvi qualcosa. Ma non preoccupatevi, il calo di pressione innescato dalla doccia farà il suo dovere. Quando finalmente chi vi sopporta si materializzerà al vostro cospetto con il cibo in mano voi vi sarete già addormentati scompostamente sul tappetino del bagno.
La Dieta Dissociata Mentale*:
Questa dieta per funzionare correttamente sfrutta anch’essa gli effetti dell’ansia sui processi metabolici del nostro organismo. È un regime alimentare meno strutturato e quindi adatto a tutti coloro che non hanno forza di volontà ma, in compenso, nervi tesi. L’importante, perché sia efficace, è che vi mettiate in una condizione di destabilizzazione tale che, anche qualora vi venisse fame, un vago senso di nausea vi assalga dopo pochi bocconi. Per chi come me ha fatto prima la dieta Deadline, sarà sufficiente procurarvi un’ansia generica sul vostro futuro o pensare intensamente al fatto che vi serve la partita IVA. Chi invece vuole seguire questa dieta con rigore, dovrà farlo in due fasi:
Fase aggressiva:
Come anticipato, destabilizzarvi è il vostro obbiettivo primario. Se avete un lavoro, licenziatevi senza esservene trovato un altro; se avete un coniuge, lasciatelo; se avete figli, abbandonateli all’improvviso dentro un grande ipermercato e mettetevi in macchia in attesa che trovino da soli la strada del ritorno. Ancora, potete provare a fare delle scelte rischiose, quali offrirvi di trasportare dieci preservativi pieni di cocaina nel retto e passare così la frontiera.
La gravità della situazione in cui dovete cacciarvi è dettata solamente dal peso che volete raggiungere e in quanto tempo. Volete perdere giusto due tre chili, smaltire l’adipe pasquale? Saltate una rata del mutuo o lasciate il portafogli con annesse carte di credito e documenti sul bus numero 64, direzione Termini-San Pietro.
Per dimagrimenti più cospicui, invece, dovete farla grossa, l’importante è causarvi incertezze, nervosismo, attacchi di panico che durino almeno un paio di settimane.
Fase di Mantenimento:
Se avete fatto tutto per bene, le settimane di dieta intensiva vi avranno lasciati ben predisposti al dimagrimento, grazie ad un’ulcera perforante o una bella stenosi pilorica. Adesso è il momento di non vanificare i vostri sforzi e resistere alla tentazione di riprendere ad alimentarvi normalmente. Siccome c’è il pericolo che vi torni l’appetito è opportuno che vi procuriate a intervalli regolari piccoli stati ansiogeni di minore entità. Una volta a settimana fate quindi con scrupolo uno dei seguenti esercizi, alternandoli:
  • Uscite di casa senza chiudere a chiave, anzi lasciate proprio la chiave nella toppa e non rincasate fino a sera inoltrata.
  • Parcheggiate la macchina a Piazza del Popolo, o qualunque altro luogo chiuso al traffico stradale che sia ben frequentato e oggetto di intensa vigilanza della polizia municipale. Lasciatecela tutto il giorno.
  • Se non vi hanno ancora confiscato l’automobile, immettetevi sulla strada a scorrimento veloce a voi più vicina. Imboccatela contromano.
  • Se dovete prendere un treno, tralasciate di acquistare il biglietto. Se ne gioveranno le finanze, qualora non siate beccati, e vi farete tutto il viaggio chiusi nel gabinetto. Se l’appetito non vi passa così siete irrecuperabili.
*Anticipo qui le vostre obbiezioni: sì, so bene che alcuni reagiscono ad ansia e nervosismo in maniera diversa, talora mangiando di più. In questo caso le due diete non fanno per voi ma ve ne sono tante altre che aspettano solo di essere inventate, possibilmente da me. Next Up: La dieta del Dengue (si spiega da sola mi pare), la Dieta dell’Esodato/Cassaintegrato, la Dieta dell’Irrecuperabile Spleen Adolescenziale.
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6 Comments

  1. Anch'io rido!!in effetti l'ansia è un buon sistema. i primi mesi qui ha funzionato, almeno. davo la colpa al riso bollito. poi le vacanze di natale hanno contribuito a rimettermi addosso i chili persi, e anche qualcuno in più. ora ho meno ansia, ma i tuoi suggerimenti sono utilissimi. ho pure un lavoro da cui devo licenziarmi, anche se ormai non lo frequento da un po'. forse funzionerebbe meglio lasciare una o due figlie sul vagone della metro

  2. :-)Grazie ad entrambe e, Wonderdida, se quello che dici sul comportamento degli automobilisti cinesi è vero, penso che un qualsiasi tragitto al volante possa fungere da autentica dieta-lampo

  3. È giusto che il mondo sappia.L’ultima volta che ho avuto il piacere di incontrare Flavia di persona, mancavano relativamente pochi giorni alla discussione della sua tesi di dottorato.C’era anche Claudio (che saluto), ed eravamo all’Università.Effettivamente, la prima cosa che le dissi fu: “Flavia, sei dimagrita!”.Per tutta risposta, venni fulminato con la frase: “Saverio, non cominciamo con i complimenti!”.Io le guardai il viso e le spalle, e dissi a me stesso: “Niente, non cambia mai. Il solito caratteraccio! Le avessi detto ‘cotica’, per usare un linguaggio oxfordiano, chissà cosa mi avrebbe risposto?”. Poi pensai al suo compagno – che purtroppo non ho il piacere di conoscere di persona – e gli espressi ampia solidarietà. Guardai Claudio – era la prima volta che lo incontravo – in cerca di una sponda morale, ma lui aveva un’espressione rassegnata, frutto di anni di angherie subite da questa donna. Capii che non era proprio il caso di affrontare il tema del nuovo taglio di capelli di Flavia…:-) Per quanto concerne le diete, ti stai pulpizzando…:-)

  4. @Saverio:Non è mai il caso di affrontare il tema taglio di capelli 🙂 a meno che io non ceda alla tentazione di scriverci sopra un post particolarmente shampista (cosa che può sempre accadere)Escludo di aver detto "Saverio non cominciamo coi complimenti!". O se l'ho fatto l'ho fatto a mia insaputa e sono stata fraintesa 🙂

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